Chi siamo

Biography

L'dea di scrivere pezzi rock nasce nell'autunno del 1988 dall'amicizia indelebile di Ricky Lombi e Lele Marinoni.

I due giovani comaschi si conoscono dalla prima infanzia; sono cresciuti insieme frequentando lo stesso ambiente socio-culturale ed è proprio nella loro relazione di grande amicizia che nasce la necessità e la voglia  di esprimere la propria energia e creatività attraverso la musica.

C'è un piccolo problema a proposito di questo: i due non conoscono affatto la musica e per far nascere le prime canzoni bisogna attendere pazientemente che Ricky impari qualche accordo di chitarra.

Ma proprio questo risultò essere un aspetto determinante nel percorso artistico dei De virus.

Il bisogno di esprimersi era infatti di gran lunga superiore ai mezzi a disposizione per poterlo fare e Riky sapeva bene come doveva essere il rock che gli esplodeva dentro. Si trattava solo di trovare la strada per rendere raccontabile ed esprimibile questa grande energia interiore che non poteva più restare tarpata dentro la sua pancia. Il ruolo di Lele è da sempre più sfumato ma complementare, affianca Riky nella stesura di tutti i testi ma il suo apporto artistico rimane più indecifrabile. Di sicuro condivide l'intensità di ogni fase dell'esperienza dei De virus ed é una sorta di alter ego di Ricky.

Dopo un paio d'anni di sedimentazione ecco la  prima formazione del gruppo che affronta il primo live  in un garage di Appiano Gentile nel marzo del '90 e poi nel Palazzetto del ghiaccio di Casate (Co) nel maggio dello stesso anno. Tre sono i pezzi che eseguiranno in quell’evento "La Tortina", "Passami i Guanti" e "L'alpinista", tutti marcatamente di genere rock demenziale.

Il gruppo vede la presenza di Massimo Dansi alla chitarra e Marco Casartelli al basso, che transiteranno dalla band ma non vi rimarranno a lungo, Michele Masserano (tastiere), Alessandro Cortose (batteria) e Matteo Giudici (chitarra) che non lasceranno più la band fino allo scioglimento definitivo nella primavera del '95.

Particolarmente significativa fu  la presenza breve ma intensa del bassista Fil Lotto che, incontrato grazie ad un'inserzione pubblicitaria, contribuì all'arrangiamento di pezzi fondamentali del repertorio della band come "Processo al Rock", "E son contento che te non ci sei più" e "Buon viaggio" che culminarono nell'evento della loro consacrazione, il live del Teatro Nuovo di Rebbio nel marzo del '91.

Qualche mese più tardi ecco arrivare il primo grande successo con la vittoria del concorso per giovani band comasche (Primo festival della canzone giovane di Como, ottobre 1991) che vedeva tra la giuria artisti del calibro di Valerio Negrini, Gianfranco D'Adda e Marco Carena. " Il processo al Rock ha sbancato il sociale" titolarono i giornali locali l'indomani dell'evento.

Quella sera fece la sua prima apparizione il bassista Matteo Taborelli seguito l'anno successivo dal chitarrista Dario Arosio che completò definitivamente l'assetto del gruppo.

Da quel momento I De virus prendono parte a diversi eventi musicali del territorio comasco, sfruttando ogni occasione possibile per fare esplodere i loro rock travolgente e sofisticato (Tempio Voltiano di Como, Villa Erba, Festival in Casarga, Festival Albese, Pala sport di Cantù, Tetraktis, Horly Club, Transilvania, Miki Max, New Charlie, Coccodè ....)

Si mettono in evidenza al concorso Emergenza Rock di Roma nel 1993 e poi di Milano nel 1994 presso lo Shocking Club, partecipano due volte alla trasmissione televisiva Segnali di Fumo su Video Music nella rubrica Rick end Roll nella primavera del 1995.

I pezzi aumentano di numero, di complessità nell'arrangiamento e di spessore dei testi: la vena demenziale, che ha caratterizzato gli anni dell' esordio, lascia pian piano strada a pezzi di significativo impegno sociale.

La ricetta per l'arrangiamento rimane però sempre la stessa. Ricki porta in sala il brano allo stato grezzo con il testo già definito con l'apporto di Lele.

Il gruppo inizia ad elaborarlo con l'apporto creativo di ogni componente ed ecco che come in un processo alchemico viene distillato il prodotto finale.

Il repertorio si arricchisce progressivamente dei pezzi: “Talento”, “Ragazzo padre”, “Pelato”, Haidy, “Ehi bambino”,” Il forte”, “Antaluè”,” Buio” .

Anche la fucina artistica di del loro incontrarsi rimane sempre la stessa e cioè quel “Rock club 52” di Piazza Roma, stravagante e centralissima anomalia underground di quella Como che oggi si fatica anche ad immaginare. 

Sul più bello, nella primavera del 1995, la band si scioglie.

Nessuno ha mai saputo la ragioni precise di questa scelta e forse non fu nemmeno una vera e propria scelta.

Più semplicemente, in una di quelle sere un po' spente, dopo l'ennesima sessione di prove, Ricki guarda negli occhi il resto della band e dice: " forse è arrivato il momento di prendersi una pausa".

Da quel momento passano vent'anni.

Poi una sera d'estate del 2014 ecco squillare il telefono. "Ciao Lele sono Ricki che ne dici di rimettere insieme la band per un ultimo grande live?"

Rimango un attimo in silenzio e penso con gli occhi che si illuminano "c…o era ora!".

Lele Marinoni

I Devirus

 
 
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